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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Ferla
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mwgwFerla (pronuncia /ˈfɛrla/; mwhqa Ferra in mwhgsiciliano) è un mwhwcomune italiano di mwia2 213 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] del mwjqlibero consorzio comunale di Siracusa in mwjgSicilia.

La cittadina fa parte del circuito dei mwkaborghi più belli d'Italia e dell'Associazione Nazionale Comuni Virtuosi.

Contents

Storia
Sport
Calcio
Note

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Etimologia

In mwlasiciliano il suo nome è mwlqA Ferra, specificamente con l'articolo determinativo. Nel locale mwlgdialetto ferlese è pronunciato /aˈfɛɻa/ con una mwmamwmqerre che in generale differisce dalla mwmgmwmwerre mwnasiciliana, che infatti suona /aˈfɛːʐa/ per via della sua origine fonetica mwnggalloitalica siciliana.

Quanto all'origine del nome odierno, gli archivi attestano l'uso della forma tardo latina di mwoaFerula, che recenti scoperte archivistiche rimandano al nome della famiglia di origini mwoqnormanne mwogLa Ferla (anche mwowde Ferula).

Sui piani etimologico e morfologico, al fine di individuare l'origine del toponimo è certamente utile comparare i derivati romanzi del latino mwpqferula (“mwpgcanna”, “mwpwmwqafinocchio gigante”) tra cui l'mwqqaragonese “mwqgcañaferra”, il mwqwcatalano “mwraferla” e “mwrqcanyaferla”, il mwrgpiemontese “mwrwferla”, il mwsasardo “mwsqfeurra”.

Attualmente mwswFerla, mwtaLa Ferlacite-ref-4[4], mwuqFerlito o mwugFerlitacite-ref-5[5] sono cognomi diffusi tanto nella mwvwparte orientale della Sicilia, quanto in mwwaPiemonte e in mwwqLombardia.

Geografia fisica

Il comune di mwxaFerla, si trova nella parte ovest della mwxqprovincia di Siracusa, sui mwxgMonti Iblei, all'interno della mwxwvalle dell'Anapo. Dista 42mwya km da mwyqSiracusa, 70mwyg km da mwywCatania e 43mwza km da mwzqRagusa.

Storia

Il nome "Ferla" compare per la prima volta nelle mwbaDecime Ecclesiastiche del 1275. Ma il primo vero documento è costituito dal testamento del barone Iohannes de Ferula, datato 1292. Da questa famiglia, che si sarebbe in seguito chiamata mwbqLa Ferla, derivò il nome.

Il toponimo "Ferla" per quanto antico è stato adottato nel mwbwMedioevo. Il borgo fu fondato dai normanni provenienti dalla mwcaNormandia e si formò attorno al castello costruito da quest’ultimi. Questo piccolo castello fu posto sotto il dominio normanno di mwcqGoffredo, figlio di mwcgRuggero I di Sicilia. A questo periodo risale la migrazione di genti lombarde dell’Italia settentrionale, e a Ferla una colonia lombarda si accostò alle genti normanne. Le contrade vicine furono probabilmente abitate in mwcwepoca greca e mwdaromana; durante la tarda antichità e per tutta l'mwdqetà bizantina il territorio di Ferla fu intensamente abitato da comunità dedite all'mwdgagricoltura e soprattutto all'mwdwallevamento. Tra gli abitati più interessanti di questo periodo storico ricordiamo l'abitato di Giarranauti e i complessi rupestri di San Sisto e San Martino. Ad epoca paleocristiana si datano alcuni complessi cimiteriali noti alla comunità scientifica per aver restituito alcune epigrafi sepolcrali tra cui quella del diacono "Dionisio". Nulla sappiamo del sito del Castel di Lega, che era il nome dato dai Greci (mweaTucidide) al primo e più antico centro abitato.

La presenza di una comunità mwegcristiana tra il mwewII e il mwfaIII secolo d.C., il rinvenimento di iscrizioni sepolcrali in mwfqgreco all'interno dei complessi cimiteriali confermano il ripopolamento di tutto il territorio alla fine del mondo antico. La guerra gotica, le invasioni vandaliche e verosimilmente il diffondersi della peste causarono viceversa l'abbandono dei villaggi e il ricostituirsi della "silva". Per comprendere la genesi dell'attuale abitato di Ferla è utile ricordare che dentro la chiesa di San Giacomo e di mwfgSan Sebastiano le ricerche di profondità hanno messo in luce alcune sepolture a loggetta che confermano l'esistenza di un'ampia area cimiteriale coincidente in parte con l'attuale piazzale. Il toponimo "Rigoria" secondo l'autorevole parere di alcuni studiosi richiama infatti lo spazio destinato alle sepolture pubbliche.

Recenti scoperte archivistiche, confluite in una pubblicazione di Luigi Lombardo e Pietro La Rocca, hanno portato a far luce sulla primissima storia medievale della cittadina di Ferla, sulle sue origini, in particolare sull'origine del suo nome. Secondo il libro dei due studiosi fu il mwganobilis dominus Iohannes de Ferula, mwgqcivis di mwggRagusa e fedelissimo dei mwgwChiaramonte, a dare il nome alla città, che probabilmente fondarono nei pressi dell'antichissimo sito di Liga. Apprendiamo la notizia dal testamento del barone di Ferla, (appunto) Iohannes de Ferula, rogato nella cittadina iblea in data 10 dicembre 1292, dove Iohannes dichiara di essere barone di Ferla e di tantissimi altri mwhafeudi di Sicilia, in particolare nei territori di Ragusa, mwhqSiracusa e mwhgCaccamo. Egli dice anche di aver fondato il monastero e la chiesa di mwhwSan Martino, su cui ha istituito il beneficio di Iuspatronatus, detto appunto di S. Martino, dove si trovano sepolti i suoi avi. Egli dispone di essere sepolto, congiuntamente ai suoi avi, nella famosa abbazia di Santa Maria dell'Arco accanto al sepolcro di Isimbardo Morengia conte di mwiaNoto. Nomina suo erede universale e signore di Ferla il figlio Ruggero. I de Ferula ( mwiqLa Ferla ) detennero tra alterne vicende la signoria di Ferla fino al 1392, quando furono dichiarati ribelli dai Martini, regnanti catalani, e furono da questi privati di tutti i beni. Il feudo di Ferla passò alla famiglia mwigMoncada di Paternò, che lo detenne per diversi secoli. Nel mwiw1625 divenne marchesato e passò a Giuseppe Rau e Grimaldi da mwjaNoto. I diritti baronali si estinsero con Francesco Tarallo Borgia.

Nel 2025 viene premiata dal mwjgCNEL con il "Premio Impatto PA 2025" per il progetto della mwjwParete Verdecite-ref-6[6].

Urbanistica

Per quanto riguarda la composizione urbana c'è da dire che Ferla, prima del terremoto del mwlg1693, doveva avere un impianto planimetricamente irrazionale perché condizionato dalla notevole accidentalità del suolo su cui sorgeva l'abitato. Il paese si sviluppava sul piccolo pianoro che si estende dalla Matrice al Carmine e poi da qui scendeva seguendo le pareti scoscese che conducono a valle, in contrada “Ronco”. Il terremoto, cancellò per intero la cittadina medievale comportando la perdita di 800 abitanti. Da quella data in poi il centro abitato fu costruito più a nord, da quello antico fu ripreso solo la parte in piano e quella ruotante intorno alla chiesa Madre e alla chiesa di San Sebastiano. Nelle zone scoscese, come è ancora oggi evidente grazie alla conservazione di un ampio complesso di ruderi a sud del quartiere Castelverde, l'architettura non fu più ricostruita a scopo abitativo anzi, in alcuni casi fu usata per ricavarne degli orti e delle stalle.

Lo stemma comunale

Lo stemma municipale è costituito da uno scudo bipartito: nel 1° d'azzurro, al leone d'oro rampante alla pianta di mwnqferula al naturale (che è i due quarti dei mwngLa Ferla); nel 2° d'azzurro, alla fenice sorante d'argento sovra la sua immortalità di rosso, riguardante un sole d'oro a destra (che è dei Rau).

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-7[7]

Cultura

Architettura religiosa

Chiesa di San Sebastiano

La chiesa di San Sebastiano è la più grande del paese; fu costruita nel mwrw1481 ma venne completamente ricostruita dopo il mwsaterremoto del mwsq1693. L'interno è a tre mwsgnavate e conserva mwswreliquie di San mwtaGiovanni Battista, San Sebastiano, mwtqSanta Lucia e mwtgSanto Stefano. La mwtwfacciata esterna è impreziosita dall'apparato plastico del maestro Michelangelo Di Giacomo, raffigurante il Santo affiancato da due soldati e due mori che reggono le volute dell'mwuqarchitrave. La tela che sovrasta l'altare è di mwugGiuseppe Crestadoro.

Chiesa di Sant'Antonio Abate

Originariamente (nel sec. XVI) era ubicata nella parte bassa dell'abitato, il terremoto la distrusse interamente; la ricostruzione avvenne nell'attuale sito, al centro del nuovo abitato, nel settore sud-ovest dei quattro canti.

L'impianto a croce greca fu disegnato subito dopo il terremoto del mwww1693, la costruzione fu però portata avanti per oltre un cinquantennio. Le dimensioni stabilite furono di 33 m per ogni asse della croce. L'esterno, particolarmente interessante, è composto da una sinuosa facciata barocca costruita da tre corpi concavi di cui i due laterali sono coronati da celle campanarie. La Chiesa si stacca dal prototipo gagliardano della facciata-torre, modello tanto spesso usato nei piccoli centri iblei lungo tutto l'arco del mwxaSettecento, ma della scuola del Gagliardi porta notevoli segni: nelle sagome del portale e delle nicchie, nei particolari decorativi e innanzitutto in quel frenetico movimento di tutto l'insieme.

L'interno è uno spazio dinamico, tipologicamente nuovo e raramente usato. La volta della cupoletta ottagonale è un ricamo eccezionale di fregi, di affreschi, di stucchi. L'affresco centrale raffigurante il trionfo di S.Antonio è del Crestadoro così come gli altri riquadri e la lunetta di mwxgSan Matteo. La cupoletta della torre campanaria sinistra cadde in seguito al terremoto del mwxw1908. All'interno, in apposite nicchie si conservano pregevoli sculture del Settecento raffiguranti Santi cari alla devozione religiosa dei ferlesi.

Altre chiese

• mwzwChiesa di San Giacomo
• mw0qChiesa del Carmelo
• mw0wChiesa di mw1aSanta Sofia
• mw2qChiesa di Santa Maria di Gesù, Convento dei Frati Minori Riformati
• mw2wChiesa della Madonna delle Grazie

Manifestazioni

La Santa Pasqua

La festa più sentita e festeggiata a Ferla è la mw3wSanta Pasqua. Ogni anno si rivive il mistero della mw4aPassione, Morte e mw4qResurrezione di mw4gGesù con mw4writi e mw5aprocessioni. Nel corso del tempo sono andate perdute funzioni come i mw5gsabati di mw5wquaresima, la rappresentazione sacra della Passione, lmw6a'mw6qOpira Santa e a calata a tila, così come sono scomparse le confraternite di San Sebastiano e Sant'Antonio che una volta avevano un ruolo importante nello svolgimento della festa. L'mw6ganacronismo di alcuni momenti concorre a rendere particolare la Pasqua a Ferla rispetto ad altre zone d'Italia: la processione mw6wdo “Signuri a Canna”, il mw7aGiovedì santo; dopo la messa in “Coena Domini” e la deposizione del Sacramento, inizia la visita da parte dei fedeli ai “Sepulcri”, altari addobbati con fiori, candele e il tradizionale grano germogliato. Il mw7qVenerdì Santo si commemora la passione di Cristo in un clima di intenso fervore religioso. Le processioni, immerse in un'atmosfera particolarmente spirituale, hanno inizio nel pomeriggio con la processione mw7gdo “ Signuri a Cruci” e dell'Addolorata. La sera dopo la predica delle “sette Parole” ha luogo la funzione da “Scisa a Cruci”, in cui Gesù, deposto dalla croce, viene sistemato nell'urna ("a cascia"). Segue la processione notturna mw7wdo “Signuri a Cascia”. Il mw8aSabato santo, dopo la messa di risurrezione, prende il via la processione dell'Addolorata, “A Madonna o Scontru”. La “Sciaccariata” accompagna di corsa “U Gesummaria” dalla chiesa di San Sebastiano al convento dei padri Cappuccini, alla luce di tantissime fiaccole “Sciaccare” ricavati da mw8qarbusti secchi. Il giorno di Pasqua, si ripete all'alba la processione della Addolorata alla ricerca del figlio risorto (“U Giro de sette vaneddi”); l'attesa si compie a mezzogiorno con “mw8gU Scontru” quando, alla fine di una corsa sfrenata fra il lancio di fettucce e di mw8wfuochi pirotecnici, si svolge la rappresentazione dell'incontro tra Gesù e la mw9aMadonna che, lasciando cadere il suo manto, appare in tutto il suo splendore. La mw9gSettimana Santa si conclude la sera della domenica con la processione do “ Gesummaria”.

La Festa del Patrono

La festa solenne si celebra il 20 luglio. La sera della vigilia dopo la tradizionale mw-q"Curruta" (la statua viene portata fuori dalla nicchia dove viene conservata durante l'anno e deposta sull'altare, tra le grida e le invocazione dei fedeli), la reliquia ed il braccio argenteo vengono portati in processione per le vie principali del paese. All'alba del giorno 20 lo sparo di vent’uno colpi a cannone richiama la gente all'affollata messa dell'alba. È tradizione andare a questa messa in pellegrinaggio, offrendo un cero votivo. I portatori del fercolo "i nudi" sono vestiti con dei pantaloni bianchi e sul petto nudo portano un nastro rosso recante l'immagine di S.Sebastiano. Alle dodici in punto fra "Nzareddi" e fuochi d'artificio il Santo fa la sua spettacolare mw-g"Nisciuta". Portato in processione rientra per uscire nuovamente la sera sull'artistico carro tirato dai bambini.

Il Natale e i Presepi Artigianali

L'atmosfera Natalizia a Ferla, la si può vivere trasportati delle melodie del canto delle novene. I cantori, muniti di flauto, zampogna, fisarmonica girano per le vie del paese a partire dal 16 dicembre, cantando tre strofe al giorno, per nove giorni, tutta la storia della nascita di Gesù Bambino. Ogni chiesa aperta al culto svolge la celebrazione della novena natalizia che avrà culmine con la veglia di Natale la notte del 24 dicembre, con una suggestiva rappresentazione della nascita del Gesù Bambino allo scoccare della mezzanotte. Inoltre a Ferla è ormai consolidata la tradizione dei presepi artigianali che si svolge lungo tutto il percorso dell'antico paese, creando una atmosfera ricca di colori e suoni. I presepi artigianali vengono allestiti da piccoli e grandi maestranze locali che, senza competizione, mostrano alla gente l'arte di fare il presepe.

Manifestazioni del passato

• mwaqiTrofeo Pantalica (Ciclismo)

Dintorni

Pantalica

Da Ferla si raggiunge il sito di mwaqyPantalica (11mwaqc km). Si possono agevolmente visitare le necropoli sparse lungo la collina, il villaggio bizantino di S. Micidario ('u trabucchettu), l'Anaktoron o Palazzo del Principe, e si può scendere in fondo alla valle dove le freschissime acque del torrente Calcinara scorrono incassate tra le alte pareti del canyon.

Sport

Calcio

La squadra di mwaqscalcio del paese è l'A.S.D. Ferla. È nata nel 1999 e milita nel campionato di mwaqwTerza categoria. Il colore sociale è il mwaq0granata.

Pallavolo

La squadra di mwarapallavolo è l'A.S.D. Hybla Volley Ferla. È nata nel 2018 e milita nei campionati mwareFIPAV e CSI Siracusa. I colori sociali sono il mwarigiallo e il mwarmblu.

Futsal (Calcio a 5)

La squadra di mwaryfutsal è l'A.S.D. Futsal Ferla. È nata nel 2019 e nella stagione 2025-2026 è stata promossa in mwarcSerie B. I colori sociali sono il mwarggiallo e il mwarknero.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 5 gennaio 1988 | 7 giugno 1993 | Antonio Galioto | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 8 ] |
| 7 giugno 1993 | 20 dicembre 1993 | Nella Veca | La rete-Mov.dem. | Sindaco | [ 8 ] |
| 13 giugno 1994 | 1º dicembre 1997 | Santo Coffa | Centro Cristiano Democratico | Sindaco | [ 8 ] |
| 1º dicembre 1997 | 28 maggio 2002 | Giuseppe Veneziano | lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| 29 maggio 2002 | 15 maggio 2007 | Giuseppe Veneziano | lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| 15 maggio 2007 | 5 novembre 2010 | Alfio Paolo Speranza | lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| 5 novembre 2010 | 7 giugno 2011 | Antonio Garofalo | | Comm. straordinario | [ 8 ] |
| 1º giugno 2011 | in carica | Michelangelo Giansiracusa | lista civica - Azione | Sindaco | [ 8 ] |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwauumwauymwaucBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaugdemo.istat.it, mwaukISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwau0mwau4mwau8Classificazione sismica (mwavamwaveXLS), su mwavirischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwavymwavcmwavgTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwavkmwavoPDF), in mwavsciterefmwavwLeggemwav0 mwav426 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwav8Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwawa 151. mwaweURL consultato il 25 aprile 2012 mwawi(archiviato dall'mwawmurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwawcmwawgcognomix.it, mwawkhttps://www.cognomix.it/origine-cognome/ferla.phpmwawo Titolo mancante per url mwawsurl (aiuto).
cite-note-55. mwaxemwaxicognomix.it, mwaxmhttps://www.cognomix.it/origine-cognome/ferlito.phpmwaxq Titolo mancante per url mwaxuurl (aiuto).
cite-note-66. mwaxsmwaxwmwax0Ferla premiata al CNEL con il “Premio Impatto PA 2025” per il progetto della Parete Verde, su mwax4siracusapress.it, 14 ottobre 2025. mwax8URL consultato il 15 ottobre 2025.
cite-note-77. Dati tratti da: mwaymmwayqmwayumwayymwaycPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaygmwaykPDF), su mwayoebiblio.istat.it, mwaysISTAT. mwaywmway0mway4mway8Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwazaesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-interno-83. mwaamhttps://amministratori.interno.it/

Bibliografia

• Salvatore Distefano, mwaacIl «Castrum Ferulae» documenti e materiali per la storia di una colonia Longobarda in Sicilia,mwaag in RICERCHE anno 8, n. 3/4 (2004) pp.mwaak 53 – 105.
• Salvatore Distefano, mwaasNuove sorprendenti scoperte lungo la valle dell'Anapo: un «denario» con l'effigie di Giulio Cesare, mwaawin I SIRACUSANI, n. 55 (2005), pp.mwaa0 49 – 54.
• Salvatore Distefano, mwaa8Un «denario» di L Livineius Regulus, rinvenuto a Ferla in contrada S. Stefano, mwabain RICERCHE, anno 9 n. 3/4 (2005), pp.mwabe 47–67.
• Salvatore Distefano, mwabmFerla (SR). La fondazione del Castrum Longobardo di Ferulae e l'edificazione della Turris Lapidea, mwabqAtti IV Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, mwabuScriptorium dell'Abbazia di San Galgano (Chiusdino-Siena) 26-30 settembre 2006, pp.mwaby 180–185.
• L. Lombardo, P. La Rocca, De Ferula. Storia di una famiglia ribelle. Prefazione di E. Mazzarese Fardella. Palermo, Kalos, 2016.
• E. Mazzarese Fardella e B. Pasciuta, Tabulario delle pergamene della casa dei Principi Moncada di Paternò. Palermo, Società Siciliana per la Storia Patria, 2011 (ottava pergamena).

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Ferla

Collegamenti esterni

• mwac8Ferla Pantalica Valle dell'Anapo, su digilander.libero.it.
• mwadeFerla, Foto di Feste e Tradizioni, su sebastianopuccio.com.
• mwadmAssociazione proFerla Pantalica pro loco, su proferla.org. URL consultato il 30 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2012).
• mwaduCastello di Ferla, su castelli-sicilia.com.
• mwadcFamiglia Requisenz (PDF), su comune.buscemi.sr.it. URL consultato il 3 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2020).
• mwadkCentro Studio Ibleo, su centrostudioibleo.it. URL consultato il 30 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2017).
• mwadsComune di Ferla, su sicilyenjoy.com. Luoghi ed eventi da visitare a Ferla su sicilyenjoy.com.